
10.3.10
Landa impervia
Christoph Waltz imbarbettato ritira la statuetta per il colonnello Hans Landa. Se la ride. Il suo personaggio è stato definito 'iconic'. Un'icona che parte belva sanguinaria e arriva patetica barzelletta. Ma Waltz sa il fatto suo e noi parleremo d'altro. Non dell'incapacità di Tarantino di cesellare un personaggio vero. Che non sia una macchietta o una algida gnocca. Il suo cinema va liscio come un analcolico. Entertainment. Nessun rimpianto per le ore che gli dedichi. Fair enough.
Epperò. Fottersene della storia per giocare coi pupazzetti, caro Quentin, un po' di fastidio me lo dà.
Ognuno ha i parenti acquisiti che si cerca. Io primo Primo Levi l'ho incontrato tardi, a vent'anni. Uno capace di apprendere il tedesco in lager, da nazisti e kapò. Per sopravvivere. Salvo poi usarlo in contesto civile, nel dopoguerra. E rendersi conto che le sue espressioni erano frutto di uno stupro alla lingua di Goethe. Perché la prima violenza del nazismo era sull'idioma. Troppo complesso per quegli automi dementi. Tornando a Tarantino: Landa considera l'altro (l'ebreo) un insetto da schiacciare. Dove ha trovato il trasporto -l'amore- per la cultura altrui? La passione necessaria ad esprimerti in quattro lingue diverse. Per dire, ce lo vedete un Borghezio che parla arabo durante i rastrellamenti minacciati a Milano?
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7 commenti:
giusto lottare contro gli sterotipi.
poteva essere intitolata Landa di maniera'
io e te dobbiamo andare al cinema assieme più spesso.
Io sarò di parte eh. Però continuo, seriamente, a non capire dove sia il problema. "Fottersene della storia per giocare coi pupazzetti". Stiamo parlando di un film in cui Hitler muore bruciato in un cinema. Ha senso parlare di veridicità storica?
Personalmente non mi sarei posta la questione, ma proviamo a fare questo esercizio mentale. E' davvero così dissonante che Landa parli quattro lingue diverse? Mi piace immaginare che le abbia studiate per avere un mezzo in più per umiliare i suoi avversari. Non con amore e trasporto, piuttosto, in modo freddo e calcolatore. "Know your enemy". Chissà quanto avrà pregustato il suo malriuscito "That's a bingo". Il paragone con Borghezio è divertente, ma nulla di più. Dubito che l'intento del regista sia mai stato quello di descrivere la realtà. In un film di Tarantino, persino Borghezio avrebbe delle battute geniali.
Silent
Un buon punto. Ma più che di veridicità storica, credo che qui si stia parlando di sensibilità storica
e dei pruriti che l'assenza di questa in certi frangenti può causare a qualcuno... certo non ai più, dopotutto stiamo sempre parlando di minoranze!
Ok, ma francamente fatico a vedere il Colonnello Hans Landa come un'offesa alla sensibilità delle minoranze (per il fatto che parla le lingue?)
E' un mio limite, ma continuo a non capire il post :)
Silent
Il problema -per il sottoscritto- e` il seguente. Tarantino non ama davvero i suoi personaggi. Ama solo se stesso. E farsi dire bravo. Siccome in certi frangenti (dialoghi brillanti prima dello scoppio di violenza/ descrizione della vendetta efferata e sacrosanta) bravo lo e` davvero, ogni cosa (inclusa la Storia) diventa pretesto per queste situazioni. Con la violenza tarantiniana -ad esempio- bisogna ridere, senza inibizioni. I morti ammazzati se lo meritano sempre (i nazisti scalpati). E giu` per questa china. Hitler sforacchiato e il cinema che purifica e salva. Catartico per alcuni. Not my cup of tea, though.
il mio 'minoranze' si riferiva a punkwithgun ;)
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