20.3.09

Così lontano così vicino

Che poi -se vogliamo- sapevo già tutto, io.
Al gate del volo Finnair, Fiumicino aeroporto. Una mattina verdastra di due anni fa.
Lo sentivo che stavo finendo a casa del diavolo (Rob Zombie si è fatto un cottage, qui). Notte e ghiaccio sei mesi l’anno. San Pietroburgo al di là del mare. Ed i maledetti dark scandinavi.
Gli amici poi. "St’estate siamo lì".
Di più. Minimo il doppio (bella solo per Monica e Andrea).
A casa di Chris c’è una cartina dell’Europa dove la Finlandia manco compare. Finisce fuori dell’angolo a destra in alto. Gliel’ha rifilata il tabaccaio di Chieti alta. Senza Lapponia e niente punkwithgun.
Nondimeno.
Non. sono. ragioni. sufficienti. queste. per. trasformare.
Helsinki-Napoli All Night Long (1987)
in
NAPOLI-BERLINO: UN TAXI NELLA NOTTE.

9.3.09

Marlowe al paese delle Iene

Era notte, io andavo adelante…

Un paio di premesse:
1. Adoro il Noir. Di più. Vado in trance autistica già quando penso alla sua genesi. Un gruppo di tedeschi (Wilder era viennese ma vabbè) emigra negli Stati Uniti durante gli anni 30. Portano con sé l’espressionismo e i suoi dettami. In poco tempo danno vita allo stile chiaroscurato che definisce un universo. In America i film li chiamano spesso pictures. La fotografia nel Noir è tutto. Un’estetica che diventa etica. La verità sparata 24 volte al secondo. Eppoi l’antieroe, la femme fatale e il destino che non fa sconti…
2. Il Noir italiano non esiste. Punto. Lasciate perdere chi cita Germi o Antonioni. Wikipedia poi. Alla voce Noir, tra titoli americani e francesi infila due film delle parti nostre: Ossessione (Visconti) e Il Conformista (Bertolucci). Cinema di grana fine ma il Noir è un’altra cosa. Come spiegare allora un buco –ehm- nero lungo trent’anni? La storia, anzitutto. Negli anni ’30 i gerarchi fascisti operano una censura pesante. Molti titoli tra i ‘Romanzi Gialli’ Mondadori non vedono la luce. I fondamenti della letteratura e del cinema americano in Italia rimangono sconosciuti. Decadenti e diseducativi. Ma non basta –questo- a spiegare decenni di trasposizioni grottesche. Titolista e pubblico devono essere in sintonia. Solo così il titolo scorretto diventa tradizione. “A noi italiani piace così. Fregare ed essere fregati. In allegria” (cit.). Tutti al cinema, chè la premessa è col botto. Fuochi d’artificio. EmoZioni. Andare, vedere qualcosa che non c’entra una minchia col titolo. Tornare a casa contenti lo stesso. Understatement ed ironia messi nel cassetto. Spazio a cadaveri e sciacalli. Eppoi iene. E jene. In ogni dove.
Olè.