10.1.09

Art Brut

A scanso di equivoci, non stiamo parlando di musica. E forse, stando alle parole di Jean Dubuffet, colui che ha teorizzato il concetto di Art Brut nel 1945,  nemmeno di arte:
«L’art ne vient pas coucher dans les lits qu’on a faits pour lui; il se sauve aussitôt qu’on prononce son nom: ce qu’il aime c’est l’incognito. Ses meilleurs moments sont quand il oublie comment il s’appelle»
August Walla - Gotter

Stiamo parlando di qualcosa che esula, nonostante la forma (pittura, scultura, composizioni varie), dalle definizioni accademiche. Stiamo parlando di impulso non catalizzato, di espressione libera nel senso più universale del termine. Ecco perchè una collezione del genere può avere grande impatto su un profano -il sottoscritto- e convincerlo che la parola arte può anche essere il sintomo migliore del peggiore stato d'animo. Senza alcun condizionamento di sorta.

Henry Darger (Vivian girls series)

La Collection de l'Art Brut di Losanna è un'esposizione doppiamente straordinaria, perchè prima di essere una collezione di opere davanti alle quali è difficile rimanere indifferenti, è una collezione di biografie tanto interessanti quanto, spesso, inquietanti. Storie di contadini, carcerati, fattorini, internati in ospedali psichiatrici o semplicemente reclusi dentro le loro stesse ossessioni. Storie di artisti della seconda ora, ignoranti in materia, inconsapevoli. Storie di artisti veri.

11 commenti:

Arturo Bandini ha detto...

...Art Brut...(che significa letteralmente arte grezza nel significato di sorgiva,allo stato nascente)perchè non contaminata dalla cultura artistica.Il termine art brut qualifica
un insieme di produzioni (disegni, dipinti, scritti in prosa e in poesia soprattutto;
ma anche sculture, assemblaggi, ricami, tappezzerie o architetture,
realizzate spesso con materiali di fortuna, oggetti quotidiani o trovati) i cui
autori sono persone generalmente poco istruite, estranee al mondo dell’arte
e alquanto isolate dal resto della società: principalmente malati mentali, medium,
carcerati, solitari, emarginati sociali in genere e Costantini Spineti vari.Non è quindi un caso se i veri scopritori dell’art brut non sono stati gli esperti
dell’arte ma gli psichiatri. E non è di nuovo un caso se la valorizzazione
di questo fenomeno artistico è scaturita dall’interazione fra interessi
scientifici e interessi estetici, attraverso un lento processo di apprezzamento
e divulgazione culminato con la sua consacrazione al rango di categoria artistica
da parte di Dubuffet.Ma l’aspetto più apprezzabile riguarda
il nesso che si viene a delineare fra le espressioni artistiche dei popoli cosiddetti Primitivi e i disegni dei bambini e, di qui,
con l’arte visiva in generale. Tale nesso concerne la corrispondenza fra la
ripetizione regolare, la disposizione simmetrica e la struttura geometrica dei
diversi elementi espressivi – figure, forme geometriche, parole o frasi – presenti
soprattutto nei disegni e nei dipinti degli alienati con la trama geometrica
essenziale che si nasconde sotto l’opera d’arte di ogni tempo e luogo.
Trama il cui principio formativo risiede nel ritmo.Insomma...Caro Diego...viva l'ignoranza...viva la genuinità,l'ingenuità,l'avversità,la spontaneità...Sì...viva l'infermità mentale dell'arte...
Consiglio infine... per chi ne fosse realmente interessato...un libro di Cesare Lombroso dal titolo "L'uomo di genio",ed in particolare un capitolo del libro intitolato appunto "L'arte nei pazzi".Un folle saluto,e anche..."un pò brutto"...

diego ha detto...

grazie... parlando di geometrie, notevoli le opere di Augustin Lesage.

costantino ha detto...

...A me,le geometrie dell'Art Brut,mi hanno sempre fatto pensare a Paul Klee,ad Andrè Breton,ad un certo "Picasso in fiamme"...quello del periodo degli Arlecchini...anche se non so bene se questa citata la si potrebbe considerare "Art Brut"...Bisognerebbe chiederlo a qualche "criticone"...Tu che ne pensi...prode Diego?

Anonimo ha detto...

"la parola arte può anche essere il sintomo migliore del peggiore stato d'animo."
..io non sarei riuscito ad esprimermi così!Però questa la sposo.
hrudi v.bakshi

diego ha detto...

@costantino: penso che come "criticone" non sarei granchè neanche a commentare del calcio dilettantistico di bassa categoria... comunque credo che per la biografia stessa degli artisti che hai citato questi si possano considerare assai lontani dal concetto di Art Brut. BTW, nella stessa gita ho avuto anche modo di visitare il Paul Klee zentrum di Berna...

@hrudi v.bakshi: lusingato!

Arturo Bandini ha detto...

...Prode Diego...ne ho parlato con una mia amica "criticona",e dopo una snervantissima filippica sull'art brut e l'arte irregolare in genere,per cercare di riassumere,mi ha detto che per evidenziare la natura dell’art brut è forse sufficiente dire che essa rappresenta
un esempio concreto e particolare di quella libertà dell’arte che è
stata all’origine della grande rivoluzione artistica del Millenovecento. È infatti
dalla ricerca di un’arte pura e semplice, nonché dalla volontà di trovare
un linguaggio vergine, frutto cioè di autentica ispirazione e genuinità di espressione
che Picasso, Kandisky, Klee (tanto per nominare soltanto alcuni
fra i maggiori protagonisti dell’arte del Millenovecento)hanno preso a modello
espressioni artistiche quasi sconosciute o anonime, fra cui quelle dei
popoli dell’Africa e dell’Oceania. Tuttavia, è stata proprio la ricerca della
condizione più autentica in cui si realizza l’innocenza dell’arte,
un’innocenza non solo di forma ma anche di contenuti, a orientare le ricerche
verso il disegno spontaneo e privo di condizionamenti culturali e sociali
dei bambini.Poi,mentre fumava la decima lucky strike mi ha detto che Klee,in un suo celebre scritto, risalente al primo ventennio del secolo scorso,
ha dichiarato che le forze creative originali dell’arte non le si deve cercare chissà in quale museo o artista particolare ma in casa, nella camera dei
bambini. Ed è appunto nelle risorse espressive naturali della mente umana
che si manifestano nell’intensa attività grafica comune a tutti i bambini
compresi fra i tre e i dodici anni (senza distinzione di razza e cultura),nella
prima infanzia dell’arte attestata dalle epoche preistoriche e dalle tradizioni
dei popoli cosiddetti Primitivi che è forse possibile trovare la chiave di
lettura basilare per comprendere l’art brut.Al che caro Diego...io,con sguardo esistenzialista...aspirando la mia Gauloises...l'ho interrotta con garbo e le ho detto:" Allora...la parola arte può anche essere il sintomo migliore del peggiore stato d'animo".E lei...trasognata...con l'occhio semispento...naufragato nell'onda del piacere...mi ha sussurrato:"Costantino...che bella frase che hai detto...tu...riesci sempre a toccarmi nell'intimo..."A quel punto...mio prode Diego...Mentre appunto la toccavo nell'intimo...con un lungo percorso celeste,il mio pensiero è arrivato a te...Grazie Diego...Grazie mio Prode Diego...

diego ha detto...

Caro Costantino Bandini o Arturo Spineti o come diavolo ti chiami... pensare a me mentre toccavi lei? non potevi trovare peggior modo di naufragare in quell'onda di piacere ;)

John Fante ha detto...

...Orsù...Prode Diego....
La toccavo solo "nell'intimo dell'anima"...
Pensavo a te solo perchè avevo "usato" le tue splendide parole..."La parola arte può anche essere il sintomo migliore del peggiore stato d'animo"...
...Orsù...Prode Diego...Non t'irritar...Ti volevo solo ringraziar....Del tuo gran bel parlar...

diego ha detto...

Ti conosco, mascherina!

Anonimo ha detto...

nelle opere ce n'è una di un tale "Carlo" che sembra la copertina di un disco di nick drake -forse pink moon-
...e le tavole di paul amar sono bellissime
hrudi v. bakshi

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e