Eppure mi sono documentato. Ho ricercato. 
PERCHE'?
Eppure mi sono documentato. Ho ricercato. 
PERCHE'?


“Non posso fare cinema intellettuale neanche volendo. Non ho finito neppure le superiori”
Sono un uomo ingenuo. Forse per questo i film di Truffaut li ho sempre amati molto. Poi con gli anni ho capito che Truffaut era meno naïve di me. Trattava materiale ebolliente, sentimenti fortissimi in forma raggelata. Fuori da qualsiasi ordine precostituito. Una disgrazia per i distributori di tutto il mondo. L’oggetto d’arte deve diventare merce. E quella di Truffaut andava normalizzata. Il titolista, al momento di *tradurre* il titolo originale deve mettere la glassa giusta intorno al dolcetto. Dovrebbe. Perché con FT ne hanno combinate di tutti i colori.
Il primo lungometraggio di Truffaut è Les quatre cents coups. Struggente racconto di un’infanzia complicata. Pressocchè tutti i titolisti del mondo –caso unico- optano per una traduzione letterale, italiani inclusi. Scelta buffa perché soltanto in francese faire les 400 coups significa fare un casino.
Ci pensano i tedeschi, con la loro smania di spiegare, al volo d’aquila. In tedesco lo spaccato di vita del François bambino diventa Lo baciavano e lo picchiavano. Altri geni, i brasiliani. A San Paolo esce Gli Incompresi.
Truffaut se la cava abbastanza bene con i film successivi. Jules et Jim non lascia spazio ai creativi locali. Salvo un fenomeno ad Helsinki che lo rititola Il Sorriso dell’Amore. Pochi sorrisi nel film, men che mai nel finale.
Gli anni ’60 per Truffaut sono quelli della svolta porno. Almeno in Italia. Complice la repressione sessuale, si decide di spingere l’opera del francese come quella di un Tinto Brass ante litteram.
La peau douce (lett.: La pelle dolce, da intendersi contrapposto ad “aver la pella dura”) è pellicola spoglia. Disperato bianco e nero. Eppure diventa La calda amante.
Nelle sale di Lisbona, la stessa Peau Douce esce come Angustia. Per dire.
Une belle fille comme moi (lett. Una bella figliola come me) diviene Mica scema la ragazza…
Domicile conjugale, lieve storia di una coppia in crisi, erompe nello stivale come Non drammatizziamo... è solo una questione di corna!

La sirene du Mississipi (Deneuve e Belmondo belli come dei in una spirale di amour fou) in italiano si legge La mia droga si chiama Julie.
Se la cavano appena meglio i tedeschi che trasformano tutto in Krimi. Per loro il filmaggio è Il mistero della falsa moglie.
Palesemente l’omino italiano dei titoli cambia con i seventies: Argent de poche, appassionante ritratto di un gruppo di bambini, diventa un poetico (ma non richiesto) Gli Anni in Tasca.
Il demone è in Spagna ormai: per qualche insano motivo a Madrid si spaccia Argent de poche come un sequel di La peau douce (che era storia di adulterio). Se quello si intitolava La piel suave, questo diventa La piel dura. In compenso in Brasile lo stesso Argent diventa L’età dell’innocenza.
Il 1983 infine è l’anno del “crepi l’avarizia” in Finlandia: Vivement Dimanche (Lett: Fortemente Domenica) viene proiettato come Un lungo fine settimana…