
Nothing to say, he's also the same good writer we know. Ho letto questo commento da qualche parte a proposito di Caught in the Trees, ultima fatica di Damien Jurado.
Questo cd mi è arrivato facendo il giro del mondo (ordini in UK, ti arrivano da Honk Kong… logiche molto poco sostenibili). confezione totalmente cartonata e riciclata, umida come la foto in copertina. per inciso, uno dei peggiori artwork di sempre. dentro, però, succede tutt’altro.
Chi conosce il ragazzone di Seattle sa che la sua parabola musicale parte da lontano, attraversa alti e bassi (direi, rispettivamente, Ghost of David e I Break Chairs) sfiorando diversi generi musicali, per arrivare a trovare una dimensione più intima e significativa che si manifesta appieno con gli ultimi due album. Caught in the Trees si fa amare immediatamente con Gillian was a horse, sontuosa ed energica ballata che apre l'album e funge da vetrina per quello che, in maniera meno estroversa, seguirà. La musa accompagnatrice ha ancora una volta la voce e gli archi di Jenna Conrad, la quale si fa delicatissima complice ricamando i passaggi del delizioso songwriting di Trials, Last Rights e Everything Trying. Quello che piacevolmente disorienta l’ascolto è che non ci si limita a spremere al massimo certe malinconie, ma si intraprende un percorso di suggestioni alternative più ampio ed apprezzabile. Così l’incedere elettrificato di Go First risulta quasi irresistibile ed il lento crescendo di Sheets (qui potrete ascoltarle entrambe) dimostra che Damien Jurado è capace di scrivere vero folk-rock d’autore, rotondo ed emotivamente generoso ("Is he still coming around like an injured bird needing a nest?"). Poco altro da aggiungere se non il consiglio di approfondire l'ascolto ed affidarsi al commento... he's also the same good writer we know. non fa una piega.
Gillian was a horse - Damien Jurado