25.11.08

scott matthew

Se solo volessimo guardare i numeri lui sarebbe la vera sorpresa dell'anno. Con numeri intendo le volte che mi è venuta la pelle d'oca ad un suo concerto (quasi ad ogni brano) moltiplicato per le sue apparizioni live da queste parti (tre in meno di un anno, ringraziando bronson produzioni). A conti fatti il totale è considerevole, la media è alta, la classe è sopraffina e le emozioni sono forti. Non ho mai visto il film Shortbus, del quale lui è protagonista nella colonna sonora, e un anno fa non sapevo neanche chi fosse questo Scott Matthew. Ora invece, per quanto mi riguarda, lo considero la vera sorpresa musicale dell'anno ed un artista da seguire per gli anni a venire. Scott è un personaggio che sa farsi amare nell'immediato grazie ad una lampante autenticità. Allo stesso tempo, e questo fa veramente la differenza, salta all'orecchio un talento vocale limpido ed intenso che si riflette anche nella scrittura di canzoni raffinate e preziose. Penso ad Abandoned, una tra tante, ed al trasporto coinvolgente con il quale Scott la interpreta. oppure penso al motivetto di Prescription, che quando ti entra in testa se ne resta lì, piacevolmente, a rincorrersi per ore. Scott Matthew è pregevolmente accompagnato al piano da Marisol Limon Martinez ed al basso da Eugene Lemcio, dal vivo si aggiunge una viola (eccezionale nell'ultimo concerto a cesena) a chiudere un quartetto di musicisti che sanno tenere alta e costante la tensione emotiva per tutta la durata del concerto... qualcosa davanti alla quale non si può rimanere indifferenti, qualcosa che sa entrarti dentro. Alla prossima, Scott.

16.11.08

cineforum/1

Mercoledì 19 novembre @Officina49, ore 22


MADE IN BRITAIN
di Alan Clarke, con Tim Roth
(UK - 1982 - 76')


Made in Britain è un film scritto da David Leland e diretto da Alan Clarke per la serie tv Tales out of the school. Made in Britain è anche, soprattutto, lo strepitoso esordio di Tim Roth il quale interpreta, con straordinaria abilità e con tutta l'insolenza necessaria, un giovane skinhead (Trevor) alle prese con la personale battaglia autodistruttiva contro le autorità che cercano invano la sua riabilitazione. Girato in steadicam, Made in Britain è un piccolo e sconosciuto gioiello che ritrae in maniera tanto essenziale quanto avvincente il degrado sociale delle periferie londinesi, le falle del sistema educativo, l'astio di giovani rivoltosi che si sentono (a torto) vittime di un sistema ingiusto. Un sistema che li induce alla violenza fine a se stessa, all'odio razziale, a tutta una serie di comportamenti condannabili dalla giustizia. Con un tribunale si apre il film, con una cella si chiude. In mezzo un'ora abbondante di racconto che vi inchioderà alla poltrona. 


   

12.11.08

Damien Jurado

Nothing to say, he's also the same good writer we know. Ho letto questo commento da qualche parte a proposito di Caught in the Trees, ultima fatica di Damien Jurado. 
Questo cd mi è arrivato facendo il giro del mondo (ordini in UK, ti arrivano da Honk Kong… logiche molto poco sostenibili). confezione totalmente cartonata e riciclata, umida come la foto in copertina. per inciso, uno dei peggiori artwork di sempre. dentro, però, succede tutt’altro. 
Chi conosce il ragazzone di Seattle sa che la sua parabola musicale parte da lontano, attraversa alti e bassi (direi, rispettivamente, Ghost of David e I Break Chairs) sfiorando diversi generi musicali, per arrivare a trovare una dimensione più intima e significativa che si manifesta appieno con gli ultimi due album. Caught in the Trees si fa amare immediatamente con Gillian was a horse, sontuosa ed energica ballata che apre l'album e funge da vetrina per quello che, in maniera meno estroversa, seguirà. La musa accompagnatrice ha ancora una volta la voce e gli archi di Jenna Conrad, la quale si fa delicatissima complice ricamando i passaggi del delizioso songwriting di Trials, Last Rights e Everything Trying. Quello che piacevolmente disorienta l’ascolto è che non ci si limita a spremere al massimo certe malinconie, ma si intraprende un percorso di suggestioni alternative più ampio ed apprezzabile. Così l’incedere elettrificato di Go First risulta quasi irresistibile ed il lento crescendo di Sheets (qui potrete ascoltarle entrambe) dimostra che Damien Jurado è capace di scrivere vero folk-rock d’autore, rotondo ed emotivamente generoso ("Is he still coming around like an injured bird needing a nest?"). Poco altro da aggiungere se non il consiglio di approfondire l'ascolto ed affidarsi al commento... he's also the same good writer we know. non fa una piega.

Gillian was a horse - Damien Jurado