30.7.08

front porch session/1

front porch session è una nuova rubrica stagionale, figlia della canicola estiva che insinua l'ombra dei porticati delle nostre case di campagna. Una rubrica che presuppone ascolto ed immaginazione. L'ascolto è quello proposto tra le sue righe, storie di piccole canzoni scarne ed essenziali raccontate in dischi più o meno recenti che hanno raccolto le mie attenzioni. L'immaginazione fa il resto... una sedia, una chitarra acustica, una voce ed uno sguardo dal piglio assorto che si perde scrutando l'orizzonte. che dalla romagna al midwest americano il passo può essere breve.

"I was singing like a bird from my porch just to hear my own voice echo in the canyon" (Papa M)

TOM BROSSEAU - Cavalier
(FatCat records, 2007)

Tom Brosseau è uno di quei musicisti un po’ fiabeschi che aleggiano timidi lontano dalle grandi ribalte. a volte non si può far commento migliore. Cavalier, prodotto e mixato da John Parish, è il sesto album in pochi anni e pare, per la sublime essenzialità del lavoro, esser scritto apposta per una front porch session. ecco, in verità è successo l’esatto contrario.
Cavalier è poco altro che una chitarra suonata docilmente da dita che pizzicano corde in maniera educata e galante. Cavalier è anche, soprattutto, una voce nobile e superiore. una voce soave e un po’ barocca che sa cullare l’ascolto come poche altre voci sanno fare. Una voce che trova con naturalezza le giuste melodie tra delicati percorsi folk blues, ammiccando qua e là al country più sbarazzino. Tom Brosseau canta per raccontare storielle della sua terra in mezzo al nulla (Grand Forks, North Dakota) e conciliare malinconie con il tempo che scorre, canta per scoprire nuovi amori e alimentare vecchie passioni. Canta, e sembra di sentire l’eco in fondo al porticato che accompagna la sua stessa voce. Io resterei ore assorto ad ascoltare quella voce, mi manca solo una vecchia sedia a dondolo in legno tarlato.

29.7.08

Fassbinder/2



venerdì 1 agosto @theFarm, ore 21:30


LA PAURA MANGIA L'ANIMA

(Angst Essen Seele Auf
)

di Rainer Werner Fassbinder

(Germania – 1974 – colore, 93')


Da non perdere! Un film caro al Pulpito che già se ne occupò QUA.

24.7.08

Kaurismäki/2

sabato 26 luglio @theFarm, ore 21:30

HO AFFITTATO UN KILLER
di
Aki 
Kaurismäki 
(Finlandia/Inghilterra - 1990 - colore, 80')

Non ho visto questo film. Mi sono riservato il piacere di vederlo per la prima volta sul grande (e nuovo!) schermo di questo cineforum. Finalmente posso scartare quel dvd comprato qualche mese fa e togliermi lo sfizio. C'è chi mi ha indicato questo film come uno dei migliori di Kaurismäki. Mi sono fatto aspettative! di certo sarà un piacere vedere il risultato del lavoro del regista su un redivivo Jean-Pierre Léaud, il protagonista, dopo averlo stanato dall'oblio. Come anche sarà eccitante vedere il cameo di Joe Strummer nel film. La trama comincia più o meno così: Il protagonista, un modesto impiegato londinese di origini francesi, viene licenziato e si accorge che il lavoro era l'unico aspetto piacevole della sua vita. Sprovvisto di ogni senso pratico, i suoi fallimentari tentativi di suicidio si trasformano in una serie di irresistibili di gag. Ecco allora la decisione di affittare un killer contro se stesso...

16.7.08

Fassbinder/1

"Proprio perchè ingrandito dalla distanza il lavoro di Rainer Werner Fassbinder, il suo lascito, ci appare come uno specchio magico da Alice nel paese delle meraviglie che ingloba e amplifica un universo di sogni, desideri e realtà unico"
(Giovanni Spagnoletti)

sabato 19 luglio @theFarm, ore 21:30

L'AMORE E' PIU' FREDDO DELLA MORTE
di Rainer Werner Fassbinder
(Germania – 1969 – b/n, 88')

Della filmografia di Fassbinder, tanto abbondante quanto concentrata, questo è il primo lungometraggio. Una produzione a basso costo sorprendentemente curata ed efficace nella resa fotografica. Un bianco e nero di raffinato contrasto e duri contorni, decisamente più aspri rispetto alle pellicole francesi o italiane della stessa epoca.
La trama: Franz (intrepretato dallo stesso Fassbinder), un magnaccia da quattro soldi, deve vedersela con Bruno (Uli Lommel), il gangster messo sulle sue piste dal "Sindacato del Crimine" al quale ha rifiutato di aderire; i due diventano però amici, al punto che il primo accetta di dividere con l'altro persino la propria ragazza, Joanna (una splendida Hanna Schygulla). Ma ben presto quest'ultima si stanca delle attenzioni e... vabbè non racconto altro.
Un film farcito da citazioni e rimandi cinematografici: dalle carrellate lente sui personaggi alle placide riprese che seguono i protagonisti lungo strade desolate, fino a certe inquadrature tanto statiche quanto intense. I padri putativi di questo elegante noir si possono individuare, nell'ordine, in Godard, Pasolini ed Eric Rhomer, il suo preferito. Il titolo si riferisce ai personaggi, al loro uccidere a sangue freddo che si contrappone in maniera efficace all'incapacità di comunicare il proprio amore o la propria amicizia.

8.7.08

Kaurismäki/1

“Amo l’America del New Deal e di Roosvelt. Adoro la vecchia Hollywood. Un tempo in cui le barche erano di legno e gli uomini di acciaio. Oggi le barche sono di acciaio e gli uomini di cartapesta.”
(Aki Kaurismäki)


venerdì 11 luglio @theFarm, ore 21:30

LENINGRAD COWBOYS GO AMERICA
di Aki Kaurismäki
(Finlandia/Svezia – 1989 – colore, 78’)

Il primo appuntamento della rassegna dedicata a Kaurismäki racconta il suo aspetto più pittoresco, quell’epopea un po’ fantastica e assurda che la bizzarra creatura (mutante) dei Leningrad Cowboys affronterà nel corso di questa breve pellicola. Epopea che avrà seguito in altre pellicole (Leningrad Cowboys meet Moses, nonchè i due corti di cui sotto) e nel mondo reale.
La trama è presto raccontata: una band del quale più che il talento spiccano le chiome e gli stivali a punta (e che punta!) si muove per cercar fortuna dalla desolante tundra sovietica attraverso l’America per arrivare, primo ingaggio e ultima meta, a suonare in un party di nozze in Messico.
Dallo splendido libro-intervista di Peter Von Bagh (Dialogo sul cinema, la vita, la vodka) la citazione che meglio riassume il senso del fim:

“Nell’incontro tra i Leningrad Cowboys e la provincia americana c’è un’incommensurabilità che sfocia in una risata colossale, così come una riflessione malinconica sulle condizioni di vita, sull’incrocio tra realtà e sogno.” (Sakari Toiviainen)

Uno strambo road movie da vedere e rivedere, perché in grado di compiere un incredibile traversata di luoghi, folklori, musiche e stati d’animo senza appesantire (al contrario!) l’occhio e la coscienza.

Inoltre prima del film verranno proiettati due cortometraggi musicali sempre targati Leningrad Cowboys & Aki Kaurismäki:

• THOSE WERE THE DAYS (Finlandia – 1991 – b/n, 5’)
“Un film di cinque minuti capace di mettere insieme in maniera irresistibile la nostalgia e l’umorismo lieve con la critica corrosiva, il rock con le citazioni bibliche, il movimento con la precisione dello sguardo.” (Peter Von Bagh)

• THESE BOOTS (Finlandia – 1992 – colore, 4’)
In quattro minuti, sulle note del celebre successo anni 60 di Nancy Sinatra, la storia della Finlandia tra il 1952 ed il 1969!


2.7.08

cineforum

Ci risiamo. Torna l’appuntamento col Cineforum estivo @theFarm in collaborazione con Studiocinema.
Quest’anno, rubando il mestiere ad Arturo, mi sono preso l’onore/onere della scelta dei titoli.
Rimanendo fedele all’intenzione di voler ampliare il discorso su registi cari al Pulpito, ho scelto di proporre una mini-rassengna sul cinema di Aki Kaurismaki ed un'altra su Rainer Werner Fassbinder.
Gente del nord insomma… ma due nord distinti e distanti tra loro, tali da sembrar ricadere su emisferi opposti.
Poche ciance per il momento, i
l programma:

• Venerdì 11 luglio - Kaurismaki: Leningrad Cowboys go America (1989)

• Sabato 19 luglio - Fassbinder: L’Amore è più Freddo della Morte (1969)

• Sabato 26 luglio - Kaurismaki: Ho Affittato un Killer (1990)

• Venerdì 1 agosto - Fassbinder: La Paura Mangia l’Anima (1973)

• Venerdì 8 agosto - Kaurismaki: Vita da Boheme (1992)

• Sabato 16 agosto - Fassbinder: La Terza Generazione (1979)

Seguiranno a breve maggiori informazioni ed una scheda, certamente più appassionata che tecnica, per ogni film.

Inoltre, vista la minor durata dei primi due titoli di Kauri
smaki (circa 80'), verranno proiettati prima di questi un paio dei suoi poco celebri cortometraggi (Those Were the Days, These Boots, Thru the Wire, Rocky VI).