13.1.08

Story of a slow blog...

Blogger ergo sum? - intro.


Slint, bio. - musica: mini biografia SLINT.

U R there - musica: MONO, You Are There.

Reverse Eclipse - musica: GEOFF FARINA, Reverse Eclipse.

Bernard & Travis - racconto: Taxi Driver e la sua colonna sonora.

There’s no angel like you - musica: HOWE GELB, ‘Sno Angel.

Giorno delle memoria - viaggi/ricorrenze: AUSCHWITZ.

Road to L. - cinema/doc: H.P. Lovecraft, ipotesi di un misterioso viaggio.

1967 - racconto: il free jazz e la New Thing.

1996 e dintorni - musica: c'era una volta l'emo-core.

Songs for a blue guitar - musica: RED HOUSE PAINTERS.

Angst Essen Seele Auf - cinema: RAINER WERNER FASSBINDER, la paura mangia l'anima.

Per Sport - sport d'altri tempi: DJAMOLIDINE ABDOUJAPAROV.

Sophia - musica: omaggio ai SOPHIA.

Excuses for Travellers - viaggi: l'IRLANDA e la SCOZIA.

New Thing at Pulitzer - musica: ORNETTE COLEMAN, sound grammar.

ATP - musica/live: diario scritto a 4 mani ALL TOMORROW'S PARTIES 2007.

Black pony in a cold place - musica: BLACK PONY EXPRESS, love in a cold place.

Lee Perry, the Upsetter - musica: mini biografia LEE 'SCRATCH' PERRY.

Agosto MMVII - viaggi: FILACCIANO e altre meraviglie.

Serie di batti e ribatti - sport d'altri tempi: le radiocronache calcistiche.

Lu Salentu - viaggi/lavoro: la costa jonica salentina.

Rex, 3 - musica: REX, 3.

Mirupafshim, Vlorë. - viaggi/lavoro: la terra delle aquile.

il Sergente - teatro civile: MARCO PAOLINI è il Sergente nella Neve.

the body is warm - musica: VIC CHESNUTT, North Star Deserter.

Ascanio Celestini - teatro civile: incontro con ASCANIO CELESTINI.

Vita da Bohéme - cinema: AKI KAURISMAKI e le coincidenze.


5.1.08

Vita da Bohéme

Che Aki Kaurismäki sarebbe passato di qua lo sapevo da un po’. Il fatto singolare semmai è che nel frattempo una piccola saga di gustose coincidenze si sono srotolate come un tappeto rosso per l’arrivo di queste righe. Protagonisti un ottimo regalo ricevuto, uno strano easyrider finlandese compagno casuale di stanza nella recente vacanza ed infine una persona (Markku Peltola) che ha deciso di darci l'addio proprio nell'ultimo giorno dell'anno.
Ho mostrato la prima coincidenza (il libro) alla seconda (il finlandese), che mi ha svelato la terza (il decesso). Un epilogo non felice alla stregua delle partenze che chiudono molti film di Kaurismäki, le cui laconiche parole spese per la scomparsa improvvisa del grande Peltsi (Matti Pellompää) ormai tanti anni or sono riecheggiano nuovamente, sconsolate: Si è giovani una volta sola e a volte capita che uno non arrivi neppure alla vecchiaia. E così Kaurismäki mi ha traghettato nel nuovo anno, mentre portavo con me da quello vecchio la folgorazione dell’aver visto nei mesi primaverili quel gran film che è Vita da Bohéme (1992). Storia delle magre fortune di tre squattrinati artisti nei sobborghi di Parigi: Rodolfo (Matti Pellompää) pittore albanese immigrato clandestinamente; Marcel (Andrè Wilms) scrittore prolisso e direttore disastroso di una rivista culturale e l’irlandese Schaunard (Kari Väänänen) compositore sperimentale dal dubbio talento. Una pellicola che è davvero un piccolo gioiello, da qualsiasi angolatura la si guardi… La fotografia preziosa ed essenziale di Timo Salminen, un bianco e nero dimesso in una Parigi di seconda mano. La sceneggiatura, irresistibile e spontanea rilettura in chiave tragicomica del celebre romanzo di Henri Murger (sua la tomba del cimitero parigino dalla quale Rodolfo ruberà dei fiori). Le citazioni ed i camei di Luis Malle, Samuel Fuller e soprattutto dello stralunato commerciante d’arte interpretato dal mai dimenticato Jean-Pierre Léaud... fu proprio Kaurismäki a riabilitare l’attore francese nel film Ho affittato un killer (1990) ripescandolo da quindici anni oblio dopo le sue inimitabili interpretazioni con Truffaut e Godard. Le vicende sventurate dei tre bohémien suscitano un sorriso tenero ed un immediato affetto... in uno splendido quadro desolante, di un romanticismo volutamente trattenuto, ci si inchina compiacenti di fronte alla vittoria della dignità e della solidarietà contro la malasorte. Un film tanto splendido e commovente quanto divertente. Rimangono celebri alcune battute… al bar: “questo bicchiere è più piccolo dell’incubo di un alcolista” come in strada, a fantasticare davanti ad una sfarzosa vetrina di specialità gastronomiche: “…e quelle trote, sono delle nuotatrici provette” “risalgono torrenti che scorrono ad una velocità pari solo a quella con cui noi accetteremmo un invito a pranzo”. Addirittura esilarante quando Rodolfo ruba l’osso al suo cane Baudelaire per cucinare il brodo alla sua amata Mimì. Non avrei nient'altro da aggiungere sulla trama e sul film, lo troverei superfluo... e la necessità di assenza del superfluo, si sa, è ciò che il grande cinema di Aki Kaurismäki ci ha insegnato.