17.9.08

alfama

Raccontare un ritorno non è mai facile, soprattutto quando si lascia parte di se stessi altrove.
Lisbona, dalla notte dei tempi, ha saputo custodire l’essenza di ogni evento lì accaduto… dalle invasioni di mori e vichinghi agli incendi e ai terremoti, come ondate che montano e scompigliano e risacche che lisciano e riordinano.
Dal giorno del ritorno Lisbona è anche diventata custode dei miei preziosi ricordi. meraviglia di una città che permette ampi respiri e detesta trattare le persone come estranei.
Lisbona è per prima cosa il colle sul quale si estende l’antico quartiere Alfama, una casbah di vicoli stretti e ripide scalette nella quale è consigliato perdersi... all’occorenza, come bussola, si può ascoltare in lontananza lo sferragliare dello storico tram n.28!
Alfama è un intrico di abitati più o meno fatiscenti aggrappati l’un l’altro che concedono spesso incredibili scorci e punti panoramici dai quali si possono annusare i profumi risalenti dal fiume Tago. un fiume travestito da mare nel grande golfo naturale che accoglie la città.
Alfama è il cuore meticcio di Lisbona ed ama concedersi a mercatini delle pulci e ristorantini dall’atmosfera familiare, a florilegi di azulejos e panni stesi.
Passeggiando senza meta per l’Alfama ci si ritrova assorti ed immersi in un crocevia di suoni nel quale rimane facile comprendere cosa abbia spinto Wim Wenders a far girare Rüdiger Vogler per la città con un microfono in mano (Lisbon Story) o cosa muove la passione che ritroviamo tra le pagine di Aural Diary, che al mercatino Feira da Ladra ne dedica una.
Alfama è solo uno dei motivi che rendono Lisbona una città che riconcilia con il piacere puro del viaggio. degli altri cento motivi è quasi superfluo il racconto.

6 commenti:

: alice; ha detto...

ho sempre pensato che lisboa sia una città in bianco e nero che si muove a colori.
bella, antica, fotogenica come una diva degli anni cinquanta, silenziosa e chiassosa come un vecchio nella sua terra, in crescita rispettosa come un bambino che gioca a nascondino.
amo lisboa come una seconda casa. felice che sia stata anche vostra.

zazie ha detto...

"Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere di essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo."

(Fernando Pessoa)

Obrigada..a questa città, che si è tenuta i miei occhi ed il cuore, ancora appoggiato leggero sulle onde dell'oceano.

delso ha detto...

E' incredibile che non abbiate avuto freddo la sera. Ma vi perdono.

diego ha detto...

ah, delso! se parliamo di lisbona il "freddo" diventa "dolce frescura", il vento "lieve brezza" e la puzza di pesce "essenza marina"... quindi attento alle parole! ;)

a parte gli scherzi la sera si stava piuttosto bene. in compenso sceso a Malpensa pensavo di essere sbarcato a Saigon.

.loaded. ha detto...

Vorrei citare Sostiene Pereira, ma sono io che non sono in grado di sostenere un ruolo che non e' mio... Comunque bentornati. Non mi abituero' mai (per fortuna) alla tua sensibilita' che, come il naso di un maiale da tartufo (perdonami il paragone, e' il primo che mi e' venuto in mente... ma senza offesa!), riesce a cogliere le minime sfumature che aleggiano nell'aere di una citta' che pare bella e marina assai.

benty ha detto...

meraviglia e invidia. sei andato per santantonio, vero?