David Karsten Daniels - Fear Of Flying
(Fat Cat records, 2008)
Session targata nuovamente Fat Cat… fatto casuale, anche se il gatto grasso, sotto il porticato, ci sta. David Karsten Daniels ha conquistato la ribalta dei miei ascolti in maniera disordinata, proponendo i brani di Fear Of Flying senza un apparente filo logico e suscitando tutta la curiosità possibile verso questo linguaggio musicale lunatico quanto basta. E’ proprio questa assenza a collocare la sua musica in un territorio incerto nel quale si mischiano senza mai amalgamarsi del tutto minimalismi folk, classico songwriting, impavide orchestrazioni e sottili derive noise. Wheelchairs è incipit dolente, rinsavito presto dal pacato loop di That knot unties? che fiorisce alla lunga e sboccia nell’irresitibile motivo di Martha Ann (ascoltare per credere). Falling down
tiene alto il livello mentre si perde nella svisata che precede la bucolica A myoclonic jerk e nelle introverse frequenze prodotte in A new garment. Con Everytime a baby is born si torna alla scrittura folk classica, ora scarna ed essenziale (The caretaker) ora sontuosa e scanzonata (Oh, heaven isn’t real). A chiudere, dopo i sette minuti di In my child mind you were a lion che di toccante non hanno solo il titolo, si ripiantano radici nella tradizione americana con la sussurrata nenia di Evensong. che è già mezzanotte, i grilli cantano, e sotto il porticato regna quella quiete che ci piace tanto.

4 commenti:
bella!
provo a rintracciare l'intero cd.
bella sì, noi qua si parte per lisbona e si ritorna tra una settimana... non mancherò di rapportare!
come si dice da queste parti:
là và par vò!
buon viaggio
Se riesci a fare un post sul viaggio a Lisbona vinci...un altro viaggio a Lisbona. Solo andata ;)
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