16.7.08

Fassbinder/1

"Proprio perchè ingrandito dalla distanza il lavoro di Rainer Werner Fassbinder, il suo lascito, ci appare come uno specchio magico da Alice nel paese delle meraviglie che ingloba e amplifica un universo di sogni, desideri e realtà unico"
(Giovanni Spagnoletti)

sabato 19 luglio @theFarm, ore 21:30

L'AMORE E' PIU' FREDDO DELLA MORTE
di Rainer Werner Fassbinder
(Germania – 1969 – b/n, 88')

Della filmografia di Fassbinder, tanto abbondante quanto concentrata, questo è il primo lungometraggio. Una produzione a basso costo sorprendentemente curata ed efficace nella resa fotografica. Un bianco e nero di raffinato contrasto e duri contorni, decisamente più aspri rispetto alle pellicole francesi o italiane della stessa epoca.
La trama: Franz (intrepretato dallo stesso Fassbinder), un magnaccia da quattro soldi, deve vedersela con Bruno (Uli Lommel), il gangster messo sulle sue piste dal "Sindacato del Crimine" al quale ha rifiutato di aderire; i due diventano però amici, al punto che il primo accetta di dividere con l'altro persino la propria ragazza, Joanna (una splendida Hanna Schygulla). Ma ben presto quest'ultima si stanca delle attenzioni e... vabbè non racconto altro.
Un film farcito da citazioni e rimandi cinematografici: dalle carrellate lente sui personaggi alle placide riprese che seguono i protagonisti lungo strade desolate, fino a certe inquadrature tanto statiche quanto intense. I padri putativi di questo elegante noir si possono individuare, nell'ordine, in Godard, Pasolini ed Eric Rhomer, il suo preferito. Il titolo si riferisce ai personaggi, al loro uccidere a sangue freddo che si contrappone in maniera efficace all'incapacità di comunicare il proprio amore o la propria amicizia.

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