4.6.08

good seeds

Non sono avvezzo ai grandi palcoscenici, non lo sono mai stato, e la parola rockstar mi procura pruriti diffusi. Ma, se ogni storia comprende anche la sua eccezione, voglio cantare qui le lodi di un grande divoratore di palcoscenici: Nick Cave. Lodi che vanno ovviamente anche ad ogni singolo (storico) componente dei Bad Seeds, a partire da quel satanasso di Warren Ellis. Nel parco della sontuosa Villa Fidelia di Spello (grazie a zazie per la suggestiva foto!), cornice invidiabile per qualsiasi evento, è andato in scena l'ennesimo strepitoso show davanti ad un pubblico meno folto di quanto sarebbe stato lecito attendersi (tanto per cavalcare una giusta polemica). C’è stato di che dimenarsi perché il buon vecchio Nick, a cinquant’anni suonati, pare avere l’impetuoso entusiasmo di un ragazzino. Il progetto Grinderman e l’ultimo Dig!!! Lazarus, Dig!!! hanno dimostrato in tal senso una meritevole intenzione di rimettersi in gioco. Di conseguenza il concerto, al di là delle preferenze per il repertorio che l’ormai trentennale carriera di Nick Cave può offrire, ha sommerso di entusiasmo tutti i presenti lasciando quel genere di soddisfazione tipica dell’aver assistito ad un grande evento. In scaletta l’ultimo album l’ha fatta da protagonista, come auspicabile, insieme ai grandi classici incastonati qua e là: da Deanna a the Mercy Seat, passando per Red Right Hand (che gran pezzo universale!). Nel lungo bis le special requests, ottime perché veramente improvvisate, hanno svelato il cuore tenero dei fans (me compreso, anche se la parola fan genera ulteriori pruriti!): Into My Arms, Let Love In, Straight To You. Il gran finale affidato ad una memorabile e contorta interpretazione di Stagger Lee. Due ore molto abbondanti di spettacolo e la netta sensazione che la voce di Nick Cave sta invecchiando come un buon vino in barrique. Keep on walking, Lazarus!

8 commenti:

zazie ha detto...

La prima volta che vidi Nick Cave fu attraverso lo schermo della mia tv, durante la visione del film di Wenders. Non lo conoscevo nè musicalmente, nè come personaggio; per me Cave era quello che cantava nel locale dove l'angelo udiva i pensieri della ragazza acrobata: l'immagine di un uomo in bianco e nero, scuro in volto. Durante il concerto a Spello ho ammirato quest'uomo incredibilmente carismatico, di quelli a cui si fa fatica togliere gli occhi di dosso (probabilmente anche se lo incontrassi in incognito dentro un autogrill, per dire), mosso da una specie di danza interna che è energia allo stato puro. Elettrico; non saprei definirlo diversamente.
Abbandonarsi alla melodia di "Into my arms", seduti sull'erba umida che bagna le scarpe, davanti le colline umbre, dietro una splendida villa, di fianco una persona speciale. Posso solo dire grazie. Tutto qui.

zazie ha detto...

Che altro dire, è proprio vero, ci sono cose che non hanno prezzo..per tutto il resto c'è Visacard..
Lo so, lo so, ho tolto tutta la poesia, ma sta cacchiata ce l'avevo lì e non ho saputo resistere. Mi escono così, non è colpa mia..Perdono, perdono ;)

diego ha detto...

se la Visa poi è di un altro, grazie 'ar ca... :D

zazie ha detto...

..."perchè io valgo...".
E ora basta con le citazioni dalle pubblicità deficienti.

zazie ha detto...

Mi vuoi far passare per un'arrivista?!? Sono una vittima,infondo, amo la musica, adoro andare ai concerti ma sono una precaria senza stipendio fisso. Non si vive di sola arte, fin qui ci siamo, ma anche avere a che fare quotidianamente con uno strozzino è dura! ;)

2-0 palla al centro (ok, magari non qui sul blog).

benty ha detto...

io sto nero da due giorni, avendo preso la sofferta decisione di non andare a vedere Nick Cave che stasera suona qui a Salonicco, causa i 45 fottuti euri di biglietto, avendolo gia' visto 4 anni fa. mi tira il culo, ma 45 euri (x2), che nel resto d'Europa ti ci fai una giornata di festival con 1000 gruppi, davvero nun se po', eccheccazzo

delso ha detto...

Leggerti mi ha fatto pentire dell'assenza. Mi consolo pensando al doppio live dell'anno passato, con la moquette di butlins che potrebbe sfidare l'erba umida umbra:)

diego ha detto...

eggià benty! e non è bello constatare che spesso tra il volere ed il potere c'è di mezzo il limite del quanto siamo disposti a pagare... perchè poi se vai a vedere quel limite viene sempre ecceduto per colpa di quelle cazzo di agenzie di booking!

per la cronaca qua il biglietto costava 30 euri... più prevendita e costi di transazione circa 41! fanculo.

@delso: ti assicuro che al Butlin's il microcosmo dentro la moquette possedeva una biodiversità di gran lunga superiore...