7.5.08

berlin

Welcome back, si fa per dire. Torno a scrivere senza alcun cerimoniale. Scrissi: "il Pulpito chiude qui. Chiude per il riaprire un giorno, forse, chissà, non si sa, non importa". Ecco, quell'incognito giorno è arrivato! intanto ho avuto almeno il buon senso di cambiarmi d'abito (spero che il nuovo layout riscuota consensi). Dunque, appena tornato da Berlino, ricomincio dal seguente video... la cui visione è fortemente consigliata!

video
audio: Nick Cave & the Bad Seeds - He wants you
video: Der Himmel über Berlin - Wim Wenders

Vedere l'immagine di Peter Falk barcollante per le strade di Beverly Hills, trasandato negli abiti e nei modi, mi ha intenerito ed un po' commosso. L'immagine strideva col ricordo dell'oculato (mi si perdoni la freddura) tenente che vagava per le vie di Berlino nel celebre film di Wim Wenders. indimenticabile. E' la stessa Berlino che sono andato a cercare. Quella che, sotto lo stesso cielo, cambia volto come una città di cartapesta. Così la tabula rasa di Potsdamer Platz è divenuta un plastico gigante sul quale bizzarri architetti si sono divertiti a far sparire ogni orizzonte, mentre in mezzo alla piazza pezzi di muro (quel muro, con tanto di didascalie annesse) si fanno piccoli ed imbarazzati. Berlino, in questa come in ogni cosa, è l'emblema del contrasto. E' Potsdamer Platz e anche, soprattutto, il suo contrario: un fitto intreccio di culture e sub-culture che arrivano da lontano, di rincorsa. La città, da questo punto di vista e non solo, è immensa. Lo è ancor di più quando viene voglia di infilarsi in ogni cortile di ogni palazzo per ottenere sempre una sorpresa diversa. Posti come l’Eschschloraque e soprattutto il Tacheles dimostrano che il fermento creativo parte dal basso degli scantinati e può avere una spinta devastante. Berlino, grazie al dinamico equilibrio dei suoi grandi contrasti, funziona come un orologio al cesio. Come a dire che dal caos alla perfezione il passo è breve.
Questa vuol essere solo una cartolina poco presuntuosa perchè la città, per la sua immensità culturale, è difficilmente raccontabile. Ancora più difficile è spiegarla... se tu ti muovi nella direzione di comprenderla, la città si muove più veloce di te. E’ una bella sfida e ci vorrebbero mesi per venirne a capo, pochi giorni è un tempo non sufficiente. Certo, anche Wenders per girare il suo capolavoro ha avuto poco tempo. ma tant'è.

27 commenti:

diego ha detto...

Il brutto di questa giornata:
un nuovo governo, le stesse brutte facce. E' il peggior biglietto per il ritorno in questo paese di merda. e scusate per la parola ‘paese’.

Il bello di questa giornata:
ho riaperto the Pulpit, e sono così carico che mi auto-commento.

Morphine ha detto...

ben tornato

: alice; ha detto...

uno: evviva di riaverti.
due: dopo lisbona e palermo, dovrò per forza seguire Wenders fino a Berlino... assolutamente... se poi arrivassero leoni, tigri, savana e caldo equatoriale fino a quelle latitudini, sarei davvero aiutata!
tre: Nick Cave. riesco solo a metterci un punto. ma ci devo lavorare forse. ci dovrei lavorare sopra forse. forse. ma è un forse sentito, con l'entusiasmo delle possibilità che esistono.

delso ha detto...

Non avrei scommesso sul tuo ritorno.Come non scommetterei su quello di O'Leary.Magari sbaglio due volte

Kekko ha detto...

io avrei scommesso diversi pezzi d'ego. w-c-b.

diego ha detto...

Vorrei QUI segnalare lo spazio dove un caro amico mette le sue ottime foto... ce ne sono anche di berlino. questa la mia preferita.


@alice
uno: evviva!
due: la temperature di berlino sono del tutto simili alle nostre, per tutto il resto c'è lo zoo!
tre: se è un 'forse sentito', bene. io (aka il mio masterizzatore) sarò una possibilità in quel senso.

@delso: non avevamo scommesso manco su O'Sullivan. Tu m'insegni, rispettiamo la teoria dell'allunghino.

@kekko: spacchi.

delso ha detto...

Sapevamo, ma non abbiamo osato. La teoria dell'allunghino non può non influenzarci, anche se dovremmo fare come The Rocket: usarla personalizzano l'atteggiamento iniziale. Ma noi no, testardi. Oppure semplici umani, indegni di essere citati nello stesso commento in cui si parla di Ronnie.

Tra l'altro che il tuo ritorno coincida con il decennale della vittoria di Higgins su Doherty tutto mi appare eccetto una casualità

diego ha detto...

per i profani: Delso è il massimo esperto italiano di Snooker (e non solo).

a chi non sa cos'è lo Snooker consiglio un serio esame di coscienza.

Paolo ha detto...

concordo in pieno su Berlin. non smettero' mai di ringraziare i miei per avermi insegnato il tedesco prima dell'inglese.
Non credo che Il Cielo sia il capolavoro di Wenders, ma tant'e'...
Bella

punkwithgun

diego ha detto...

un benvenuto al nostro punk-ambasciatore in finlandia! colui che in uno dei miei milioni di fantaviaggi ci condurrà al Sun Film Festival attraversando a piedi tutta la terra dei laghi! ;)

intendevo il termine 'capolavoro' nel suo significato di opera eccellente piuttosto che di opera migliore di un autore... a dire il vero non saprei esprimermi sull'opera migliore di Wenders, non le ho viste manco tutte. Chi di voi si esprime?

delso ha detto...

"Nel corso del tempo" senza alcuna esitazione

Paolo ha detto...

non aspettavo altro ehehehe...
Alice nelle Citta' e Nel Corso del tempo se la battono...

Paolo ha detto...

Nel Corso del tempo contiene in effetti una battuta ed una scena che hanno fatto la storia.
Battuta (A.D. 1975): "Gli americani hanno colonizzato il nostro immaginario"
Scena: uomo nudo sulla spiaggia partorisce lo stronzo piu' lungo che abbia mai visto...

delso ha detto...

sottoscrivo

diego ha detto...

già! Quei due li ho visti in lingua originale (sottotitolati)... tra le tante cose da evidenziare ne scelgo due: la colonna sonora di Nel Corso del Tempo, e la voce della piccola in Alice nelle Città (chi diceva che il tedesco non può essere una lingua dolce?). Rudiger Vogler is my hero... scopro ora che ha fatto il suo esordio con Wenders in La paura del portiere prima del calcio di rigore. Film mai visto.

Detto ciò ribadisco che non saprei esprimermi... e Paris, Texas dove lo mettiamo?

Paolo ha detto...

chettedevodi'...Io penso che W. sia innanzitutto un gran visionario. Quando filosofeggia, scivola di frequente. In Paris, Texas il primo quarto d'ora e' fenomenale. La pippa finale nel peep show (ehm, il monologo...) a me le ha fatte un po' a fette...Ma forse sono l'unico a pensarla cosi'... (No: c'e' anche Kek...Mereghetti)

diego ha detto...

un Mereghetti che avevo appena regalato ha rischiato di essere bruciato (non da me!) per certe affermazioni :)

Anonimo ha detto...

YEEEEAH! BENTORNATO DIEGHITO!

: alice; ha detto...

bisbiglierei Paris-Texas, ma tu già lo sai.. credo per ragioni indelebili e di vita.
Nel corso del tempo è il più riconoscibile come capolavoro.
aspetto il film su palermo.

borguez ha detto...

era ora!
intendo: era ora di tornare!

zazie ha detto...

"Il cielo sopra Berlino" e "Alice nelle città" i miei preferiti. Ma ho amato molto anche "I fratelli Skladanowsky", che Wenders girò insieme ad un gruppo di suoi allievi della scuola di cinema di Monaco (certo che se avessi avuto anche io W. come professore col cavolo che lasciavo il Dams!!).
Questa pellicola è un delicato omaggio ai due tedeschi che inventarono il cinematografo ma si fecero soffiare il brevetto dai Lumière. Lo consiglio a chi ama le immagini oniriche del cinema delle origini.

@diego: il Meneghetti è ancora sulla mensola, non ti preoccupare ;)

diego ha detto...

periodo di ritorni:
il Nano Malefico (ahinoi) is back
the Pulpit is back and...
ADSL in casa Lucci is back!!!

correggo un refuso:
Mereghetti è il dizionario del cinema.
Meneghetti, forse, una marca di panettoni... :)

zazie ha detto...

Ops...scusate la svista...ho preso troppo sole in giardino oggi pomeriggio...alla faccia di chi è chiuso in ufficio ;)

: alice; ha detto...

ho trovato I fratelli Skladanowsky di una comicità poetica.
e zazie, carissima, non puoi vederti Paris, Texas a rate sonnecchiando come un opossum e considerare di averlo già visto...

adele ha detto...

avevo scritto un commento tutto ispirato di ritorno dal concerto dei battles mercoledì notte, ma avevo problemi alla linea, per cui non sono riuscita a postarlo.

cmq, che bello riaverti, il layout mi piace molto, più dell'altro.
che bello poi ricominciare da berlino, non fai che amplificare la voglia di tornarci...

io sto con Paris, Texas come ho già detto altrove e non mi ripeterò, per me Wenders è questo film, ancor prima di Berlino. questione tutta personale e inspiegabile, come è bello che sia.

cercherò di essere lettrice meno silenziosa...a presto!

delso ha detto...

Noto con piacere il ritmo narcolettico tipico del miglior blog (come della miglior musica di codeinana memoria, si intende.)

Nell'attesa, quindi, di nuovi interventi salutiamo il gestore essendo noi ormai in partenza per l'evento a cui lo stesso gestore ha rinunziato.

Nel dettaglio,a parte:

1)non poter godere della scaruffi del pre war folk (che ci spiegherà come il nonno di Oldham, pur essendo analfabeta, era in grado di scrivere correttamente)

2)non sfruttare l'ospitalità del rinomato Dragon House di Minehead, in cui Scott O'Leary passò la notte del 31 Dicembre 1899 (spassandosela non poco)

3)evitare il Borgo Sacro ove Michael O'Sullivan (avo di The Rocket, nonchè fondatore del Bristol Snooker Club) tagliò con la scure la quercia da cui fu realizzato l'allunghino denominato "in optimo"

4)Essere segnato sul taccuino di LUI, in quanto assente ingiustificato (come ben sai LUI non accetta alcun tipo di giustificazione)

Scrivevamo, a parte questo sarà un peccato (per te) non poter assistere, grazie alle moderne tecnologie, ad una tappa del giro d'italia a Butlins in compagnia di David Berman. Il commento di Auro potrebbe dar vita ad un nuovo "Starlite Walker"

diego ha detto...

non posso pretendere di aver parole per replicare... non mi resta che augurarvi:

che LUI sia con VOI.