31.7.07

atto quarto

Lo scorso appuntamento è stato un successo di pubblico.
Il Pulpito e
Arturo ci tengono a ringraziare tutti gli intervenuti.
Tutto sta procedendo a gonfie vele, dunque, ma giunti a metà del percorso si rende necessaria una variante in corso d'opera. Vista l'assoluta irreperibilità de
La quarta vittima e non avendo la pretesa di scomodare Orson Welles una seconda volta (Citizen Kane) il titolo che abbiamo scelto con assoluto gaudio è il quarto episodio (nonchè il primo ad esser stato girato, ma che ve lo dico a fare) di una fortunata serie...


Guerre Stellari - Episodio IV - Una nuova speranza
Mercoledì 1 agosto - cineforum @thefarm - ore 22.

1977. Nel Regno Unito Sid Vicious vomitava sul pubblico; in italia Antonioni tentava ancora di risolvere gli annosi problemi dell'esistenza. Negli Stati Uniti George Lucas faceva uscire Star Wars...

Regia
: George Lucas
Soggetto e sceneggiatura: George Lucas
Cast: Mark Hamill ... Luke Skywalker
Harrison Ford ... Han Solo
Carrie Fisher ... Princess Leia Organa
Peter Cushing ... Grand Moff Tarkin
Alec Guinness ... Ben Obi-Wan Kenobi
Anthony Daniels ... C-3PO
Kenny Baker ... R2-D2
Peter Mayhew ... Chewbacca
David Prowse ... Darth Vader
James Earl Jones ... Darth Vader (voce)
Musiche: John Williams
Produzione: Gary Kurtz
Produttore esecutivo: George Lucas

In un remoto sistema solare, contro il malvagio Impero Galattico, si muove un gruppo di rivoltosi, guidati dalla principessa Leila. Leila viene rapita e imprigionata. In suo soccorso corre Luke Skywalker che, con l'aiuto o dell'avventuriero Han Solo, dei fidi robot e dei saggi e pratici insegnamenti di un anziano cavaliere Jedi, salva la principessa e sconfigge le forze del Male.

Con questa storia nasce il cinema indipendente americano. George Lucas ha ideato tutto, l’ha scritto, l’ha diretto. E l'ha prodotto, insieme a Gary Kurtz della 20th Century Fox. Dopo American Graffiti ha dato inizio a un progetto che si è concluso nel 2005 con Star Wars – Episodio III – La rivincita dei Sith. I sei film della saga sono divisi in due trilogie che hanno come protagonisti personaggi diversi. La trilogia originale, la prima prodotta, risale alla fine degli anni '70 ed ai primi anni '80. La nuova trilogia, la seconda prodotta, è invece apparsa al cinema 22 anni dopo il primo film, a cavallo tra il 20° e 21° secolo. Anche se la nuova trilogia è stata prodotta per seconda, le vicende narrate sono cronologicamente antecedenti a quelle della trilogia originale.
Nel 1976, grazie agli incassi consistenti di American Graffiti, la 20th Century Fox decise di finanziare (in parte) il nuovo progetto di George Lucas. Lucas reperì il 40% dei soldi necessari. Il regista arrivò a ipotecare la propria casa. Sarà questo l'inizio della sua fortuna, grazie all'accordo che portò direttamente a lui parte gran parte dell'altissimo incasso, e tutti i diritti sul merchandising. Per la prima volta nella storia del cinema, infatti, la produzione di un film si preoccupò di realizzare il merchandising, e per la prima volta i gadgets di una storia vista al cinema invasero il mercato. Star Wars vide la luce; in poco tempo ogni record di incasso venne polverizzato. Vinse 6 Oscar: "migliori effetti speciali", "miglior colonna sonora" (composta da John Williams), "migliori costumi", "miglior sonoro", "migliori scenografie" e "miglior montaggio".
Il successo del film portò tutte le case editrici a scommettere sulla letteratura fantascientifica. Tutti i più importanti editori italiani lanciarono sul mercato una propria collana di libri di fantascienza, dai classici ai nuovi scrittori, col risultato di saturare il mercato, portando al tracollo le nuove e le preesistenti collane. Attorno a Guerre Stellari si crea una sorta di vero e proprio misticismo.
La storia è ambientata in tempi e luoghi imprecisati, dove la tecnologia è solo un contorno, è un semplice sfondo, di cui non dobbiamo preoccuparci troppo. Uno dei grandi pregi del film consiste nel fatto che Lucas ha costruito talmente bene la storia che la nostra attenzione non si concentra tanto sulla scenografia o sugli effetti speciali (magistralmente realizzati), quanto su ciò che succede, sui personaggi (a cui ti affezioni sin da subito, grazie alle loro caratterizzazioni e alle loro caratteristiche, mitiche e umane) e sull' epopea che li vede protagonisti. La concezione del film di Lucas è all'opposto rispetto a quella di Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, che dà agli effetti speciali un ruolo di rilievo, esalta la tecnologia e pone il progresso scientifico al centro dell'attenzione.
La saga è anche un enorme tributo cinefilo al grande cinema di Hollywood, farcito da decine di citazioni: tra le altre pellicole cui si fa riferimento La fortezza nascosta (Kakushi toride no san-akunin) di Akira Kurosawa e Dune di Frank Herbert sono tra le fonti più importanti; a ben guardare, poi, il robot dorato D-3BO (nome originale: C-3PO) è una versione maschile del robot-donna di Metropolis (1927) di Fritz Lang.
Il film crea un vero e proprio culto intorno a sé, dando vita a generazioni di fan totalmente devoti al film, spesso in maniera maniacale. E i cloni si sprecano in giro per il mondo: Star crash – Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978), per la regia di Lewis Coates (Luigi Cozzi), è il miglior prodotto italiano di questo filone, che si distingue dagli altri per la cura degli effetti speciali.


(grazie a Giacomo, primo apostolo di Arturo, per aver scritto la succulenta scheda del film - giacomo@studiocinema.net)

20.7.07

atto terzo

Si comincia a fare sul serio. La calura estiva è opprimente, in città sudano anche i muri e le spiagge sono prese d’assalto. Rimane la campagna, quando viene sera, con quella brezza che scende giù dalla collina e riconcilia col mondo. A rendere ancor più commovente il quadretto, un po’ di sedie in legno sparse dove un tempo razzolavano galline ed un grande schermo che si fa spazio tra grossi grappoli d’uva penzolanti da una vite aggrappata alla grondaia arrugginita. Bibite fresche e ghiaccioli alla frutta. E poi un film, un grande film.


Ringraziando kekko per l'ottimo scatto b/n di cui sopra, passiamo alla presentazione, curata da Giacomo (www.studiocinema.net), del capolavoro che verrà proiettato
mercoledì 25 luglio
, alle ore 22.

IL TERZO UOMO
(The Third Man)
Regia: Carol Reed
Genere Thriller, b/n 104 minuti
Produzione: Gran Bretagna, 1949
Con: Orson Welles, Alida Valli, Joseph Cotten, Trevor Howard, Bernard Lee
Fotografia: Robert Krasker

Secondo dopoguerra. Holly Martins, scrittore squattrinato, arriva a Vienna in cerca dell'amico Harry Lime, ma scopre che è morto. Non è convinto della versione ufficiale dei fatti e sospetta che Lime sia stato ucciso. Alla sua morte hanno assistito tre uomini ma uno di questi sembra essere scomparso nel nulla. Martins indaga alla ricerca del "terzo uomo", ovvero colui che potrebbe risolvere il mistero, ma la vicenda seguirà sviluppi inattesi.

Terzo appuntamento con il cineforum thePULPIT-STUDIOCINEMA. Appuntamento centrale, dal punto di vista numerico, e per l'importanza del film che andiamo a proiettare. Scritto da Graham Greene, che dalla sceneggiatura ricavò un romanzo nel 1950, è un film che non ha bisogno di nient'altro rispetto a ciò di cui è costituito. Un concorso di circostanze straordinarie hanno creato un piccolo capolavoro: un bel copione, un regista relativamente giovane, e particolarmente in forma, Vienna, la fotografia in bianco e nero di Robert Krasker, la romantica cetra di Anton Karas, attori calati perfettamente nella parte, il giallo e l'indagine psicologica. E Orson Welles...

Si avverte il salto di qualità nel momento in cui entra in scena, e nessuno se l'è mai sentita di escludere l'ipotesi di un pesante intervento da parte sua sulla regia. Abbiamo la certezza solo per quanto riguarda i dialoghi: Reed li scrisse con Welles. Welles è Harry Lime. E gli piacque talmente tanto calarsi nei suoi panni, che lo portò in radio, per 39 puntate nelle Avventure di Harry Lime.
La versione colorizzata che circola è da evitare, perchè non permette di gustarsi la fotografia, per cui, tra l'altro, Robert Krasker vinse un Oscar. Altro trionfo: a Cannes, Palma d'oro.

16.7.07

atto secondo

Secondo appuntamento per il cineforum sotto le stelle targato Studiocinema & the Pulpit (Arturo Vs Pat Metheny, stavolta!). Mercoledì 18 luglio ore 22, puntuali, qua.

LA SECONDA GUERRA CIVILE AMERICANA
(the Second Civil War)

Regia: Joe Dante
Soggetto e sceneggiatura: Martyn Burke
Fotografia: Mac Ahlberg
Scenografia: Joe Luck
Costumi: Dan Moore
Musica: Hummie Man
Montaggio: Marshall Harvey
Prodotto da: HBO TV (USA, 1997)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: MIKADO

Interpreti: Beau Bridges (
Governatore Farley), Joanna Cassidy (Helena Newman), James Coburn (Jack Buchan), Kevin Dunn (Jimmy Cannon), Phil Hartman (Il Presidente)

In un futuro vicino l'America è testimone di un evento clamoroso. Farley, governatore dell'Idaho, decide di chiudere i confini a chiunque non sia americano. Fuori gli immigrati, fuori i clandestini, fuori tutti coloro che con le stelle e le strisce hanno poco a che fare. I media tengono, da tempo immemorabile, le fila di tutti i discorsi che avvengono negli uffici più importanti alla Casa Bianca. Il presidente americano è inerme, inetto, incapace di prendere una decisione senza prima consultarsi con i propri collaboratori. Privo di attributi. Farley è sposato ma si trova sentimentalmente coinvolto con una giornalista di uno dei più importanti canali televisivi: l'NN network. La donna, incinta del governatore, si allontana da lui in quanto di origini messicane, ma il governatore ne è completamente invaghito. Nel frattempo le truppe dell'Idaho si schierano ai confini dello stato illudendosi che, chiudendo il dialogo con il resto del paese, sia facilmente risolvibile il collasso socio-economico-politico-totale. Di notiziario in notiziario i media enfatizzano e distorcono la situazione che si aggrava ulteriormente. Gli Stati Uniti insorgono contro se stessi, l'implosione è imminente e la bomba dei problemi etnici è sotto il grande culo del grande paese. Milioni di persone sono sull'orlo della seconda guerra civile. Poi, uno scoop: il governatore dichiarerà la successione perché desidera abbandonare la propria carica e vivere con la nuova moglie con cui allevare i propri figli messicani. La Casa Bianca capisce secessione.
E’ il bagno di sangue.
Ma tutto tornerà tranquillo e gli Stati Uniti, più in forma di prima, possono studiare e mettere in atto un nuovo piano sociale di integrazione etnica.
Hanno detto di La seconda guerra civile americana: “tutto l'apparato dei dialoghi lavora alacremente”. In direzione della comicità incollata sopra un argomento per niente comico. E molto attuale. La seconda guerra civile americana comprende tutto: un Sexgate; il problema degli immigrati; un governatore ambiguo, facilmente "contraddicibile" e contraddittorio, prepotente e incapace, che si fa strada nella politica; i giornalisti famelici; un conflitto d'interessi sessuali; l'equivoco, derivante da un'evidente stupidità di tutte le forze in campo, che scatena un casino non sottovalutabile. Ce n'è abbastanza per pensare e e per ridere. Il che non è affatto male. Joe Dante è il regista di: Gremlins, Matinèe, Small Soldiers, Piranha, Rock 'n' Roll High School e Homecoming, episodio dei Masters of Horror. Fa parte di una crew, formata oltre che da lui semplicemente da John Landis, che ha portato nel cinema americano, in generi diversi, qualcosa di geniale (decisamente): l'ironia fresca e a tratti esplicitamente stupida. Spassosa. Una scelta che è più forte in alcuni film rispetto ad altri (in The Second Civil War è evidente) e che riesce sempre ad essere originale, anche nelle ultimissime produzioni (e mi riferisco in particolare a Homecoming e a Deer Woman, l'episodio di J. Landis dei suddetti Masters of Horror). Landis e Dante hanno molto in comune. La loro "poetica" risulta sempre intelligente: rappresenta la capacità di non prendersi molto sul serio pur realizzando prodotti che sono veri gioielli, dai quali molti registi (di horror contemporaneo, in particolare) dovrebbero apprendere come non cadere nel pretenzioso/presuntuoso. Il che sarebbe un buon inizio per salvarsi da inutilità e pesantezza cinematografiche.
Vedetevi, quindi,
La seconda guerra civile americana

Giacomo Sacchetti (giacomo@studiocinema.net)

9.7.07

atto primo

Eccoci giunti al primo appuntamento, ribattezzato anche 'il Pulpito e Arturo Vs Arcade Fire'.
Mercoledì 11 Luglio alle ore 22, @theFarm.

CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Sergio Donati
Fotografia: Luigi Kuveiller, Enrico Menczer
Scenografia: Carlo Gervasi
Costumi: Dante Ferretti
Musica: Ennio Morricone
Montaggio: Ruggero Mastroianni Italia, 1972
Durata: 93'
Prodotto da: Ugo Tucci - Italia, 1972

PERSONAGGI E INTERPRETI
Bizanti: Gian Maria Volonté
Zigaina: Laura Betti
Roveda: Fabio Garriba
Lauri: Jacques Herlin

L'8 marzo del 1972, alla vigilia delle elezioni, poco dopo un attentato subito da "Il Giornale", ad opera di frange politiche della sinistra, il corpo senza vita di Maria Grazia, 15 anni, figlia del professor Italo Martini, viene trovato in un prato alle porte di Milano. La ragazza è stata violentata e poi strangolata.
Seguendo il consiglio dell'ingegner Montelli, finanziatore del quotidiano, il capo redattore Bizanti affida il caso ad un giornalista principiante, Roveda, affiancandogli il collega Lauri, più esperto. Nel frattempo Bizanti segue da solo alcune tracce. Avendo stretto amicizia con Rita Zigai (amante di Mario Boni, uomo della sinistra extraparlamentare) egli entra in possesso del diario della ragazza uccisa. Bizanti, complice Lauri, manipola gli indizi per poter accusare Mario Boni. Le prove vengono presentate alla polizia, alla magistratura e all'opinione pubblica, tramite Roveda…
Il film si apre con alcune riprese reali di un comizio del Movimento Sociale Italiano a Milano. L'oratore è un giovane Ignazio La Russa. E so che questa cosa susciterà ilarità in voi, ma poi la faccenda si fa incredibilmente seria. Non c'è ironia. Bellocchio, come Joe Dante in La seconda guerra civile americana, affronta una grossa problematica del proprio paese (la collisione tra terrorismo/delinquenza di strada/politica in Italia), ma, al contrario di Joe Dante, lo fa senza divertrsi, e senza divertire. Il film è del 1972 e precede gli anni più caldi del terrorismo in Italia - come riferimento un'unica data: 1978, l'anno del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro. Ma nel '72 l'Italia era già dentro fino al collo a una situazione intollerabile: è dalla fine del decennio precedente che la violenza e le pistole girano per le strade del paese, nelle grandi città. La Banda della magliana si è già divertita un bel pò. E, se si parla di pistole, non si può non pensare a Gian Maria Volontè, che proviene dai Western di Sergio Leone. Lì le pistole non sono automatiche, qui sì, le cose cambiano per chi spara, ma non nella sostanza.


(scritto da Giacomo, apostolo di Arturo)

5.7.07

1,2,3...cineforum!

Dopo impegni vari ed incidenti di percorso (nelle accezioni più letterali dei termini), lo hiatus delle attività del Pulpito pare volgere al temine. Si riparte dunque con un iniziativa, in collaborazione con studiocinema, che evade felicemente dal virtuale per proporre una serie di appuntamenti di cinema all’aria aperta, tra le fresche frasche di peschi e ciliegi ai piedi della ridente collina romagnola. Passando dalla poesia alla cartografia, il cineforum si svolgerà qua, ovvero @theFarm, quella casa di campagna che ospitò i due appuntamenti del mitico Lost in Party. Mitico e defunto, ahinoi. La rassegna sarà composta da sei proiezioni su grande schermo, anche in caso di maltempo, ogni mercoledì dall’11 Luglio al 15 Agosto. Il tema della rassegna sono i numeri ordinali. Tema fasullo quanto interessante e in grado di compiere una gustosa traversata cinematografica in quell’infinito mondo di attori, registi, generi.

Detto questo, a voi il programma:

1. Sbatti il mostro in prima pagina
di Marco Bellocchio con Gian Maria Volonté, 1972 - Italia
2. La seconda guerra civile americana
di Joe Dante, 1997 - USA
3. Il terzo uomo
di Carol Reed, con Orson Welles e Alida Valli, 1949 - UK
4. La quarta vittima
di Sam Pillsbury, 1982 - New Zeland
5. Quinto potere
di Sidney Lumet, con Faye Dunaway e Peter Finch, 1976 - USA
6. L'ultimo buscadero
di Sam Peckinpah, con Steve McQueen, 1972 – USA

Nei giorni precedenti le proiezioni ogni film verrà presentato con una scheda firmata da Arturo di Studiocinema. Arturo, per chi di voi non lo conoscesse, è quel poco raccomandabile pomodoro rosso che indossa rayban scuri. Il Pulpito ed Arturo invitano ed aspettano tutti voi mercoledì 11 luglio per la prima proiezione!