Omaggiando con gaudio la riedizione di Ghosts of the Great Highway dei Sun Kil Moon (doppio cd uscito in questi giorni su Caldo Verde) faccio un passo indietro -un altro?!?- e torno alla band che ha reso grande il nome di Mark Kozelek…La prima volta che notai un disco dei Red House Painters fui subito affascinato dal bizzarro nome della band e dalla malinconica vena del titolo e della copertina. Fu amore a prima vista. Quell’album era Songs for a Blue Guitar (1996, Fontana Island), non esitai a comprarlo. L’album racchiudeva in se una fioritura di stati d’animo profondi accompagnati da una potenza emotiva non indifferente. Lo ascoltai fino all’inverosimile.
Da Songs for a Blue Guitar all’uscita del lavoro seguente trascorsero quasi cinque anni… l’attesa fu lunga e forzata a causa di sfavorevoli cavilli contrattuali con la casa discografica. Old Ramon, finito di registrare tra il ’97 e il ’98, uscì su una nuova etichetta (Sub Pop) solo tre anni più tardi. Sempre nel ’97 un incidente aereo si portò via John Denver, al quale Kozelek era profondamente legato. L’introspettiva Golden, scritta durante un volo San Francisco – L.A., costituisce un tributo toccante a quella tragica scomparsa. Nel frattempo i Red House Painters, vittime intrappolate in un tiranno limbo discografico, si concessero una pausa. Incidere e far uscire un nuovo album era significativo quanto leggere un libro al quale manca un capitolo fondamentale.
Il talento di Mark Kozelek, come quello di Robin Proper-Sheppard dei Sophia o di Curtis Harvey dei Rex, sono patrimoni da salvaguardare, doni preziosi dall’underground polveroso d’oltreoceano. Le sonorità dei Red House Painters si avvicinano dolenti alle estremità del folk portando con loro il sapore di qualcosa che si perde nel tempo, di gesti comuni ma intimi e profondi, di uno sguardo fuori dal finestrino di un Greyhound che percorre una grande autostrada americana. Questa musica è in grado trasportarci lungo un itinerario a tappe indefinite, un viaggio che non conosce fretta di arrivare. Un viaggio che, assaporato attraverso le sue morbide astrazione sonore, sembra esser virtualmente proiettato da una pellicola al rallentatore nel quale la natura ondulatoria della luce si esemplifica in uno spazio riempito di chitarre dal suono pulito e malinconico, da una batteria appena sfiorata e da una voce calda e suadente che porta in se l’intera melodia. Assuefatti da
cotanta atmosfera ogni secondo pare divenir un fotogramma che Kozelek riempie magistralmente con la sua voce figurandosi infinite tonalità di grigio. E’ un incedere lento e magnetico, spesso deviato da distorsioni elettriche che fanno da tappeto ad una voce quanto mai suadente. In questo incedere di melodie trascinate da un ritmo cadenzato e avvolgente è facile imbattersi in sprazzi di suono più aggressivo o affondar radici nel country più disincantato. Ne emergono ritratti densi che trasudano vita vissuta, ritratti che mi hanno stregato sin da subito... sì, fu amore a primo ascolto.

15 commenti:
ma che succede?
un improvviso scatto e ti metti a postare... mi ero quasi abituato ai tuoi bioritmi geologici e più che altro ero quasi riuscito a "rispondere" al tuo post precedente!
avevo trovato le giuste parole...
fa niente!
i red house painters sono grandi, questo lo sapevo!
se non posti ti tirano le pietre,
se posti spesso ti tirano le pietre...
fast blog!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE.
o forse non leggete mr. Scaruffi con abbastanza attenzione da conoscere la terna dei Mark:
"Mark Eitzel e` uno dei poeti rock piu` importanti degli anni '90."
"Mark Kozelek e' uno dei grandi poeti della musica rock degli anni '90."
"Lanegan si e` affermato come uno dei principali cantautori degli anni '90."
che dire. su mark linkous lo pensa ma non lo dice :)
kekko, fantastico :D
Leggo poco Scaruffi, in modo da preservare i miei ascolti!
Fate un'offerta idonea ai calamarineri e Scaruffi lo sentirete tacere per l'eternità!
Mark Girardelli è uno degli sciatori più importanti degli anni '90.
pressapoco è uno dei calamari più importanti degli anni '90
Red house painters splendidi. E quel che di "ondulatorio" l'ho percepito anch'io (nulla facile da descrivere a parole...).
Ma ora basta consigliare dischi che mi prendono così tanto, mi stai distogliendo dalla attività di studio pre-atp! E poi mi pongo domande esistenziali, del tipo "ma dove minchia ero, e soprattutto cosa minchia ascoltavo in quegli anni?". Il discorso sulla psichedelia non regge, c'ho pensato e la ascoltavo in maniera intensiva almeno due anni prima... ma allora??? sto facendo sforzi mnemonici disumani e mi chiedo se la mia vita abbia avuto un senso nel 1996! :-)
io nel 1996 non c'ero!
Concludendo: Borguez nel '96 non c'era. Questo s'è capito.
Io ero nascosto nel rifugio degli ascolti di cui al post precedente. Ma Maud, dove cazzo era Maud?!? ;-)
Io non sto studiando per l'ATP... andremo là ed impareremo direttamente da loro!
io nel 96 c'ero. mi sto consultando per citare i miei ascolti del periodo con cognizione di causa
diego-pulpita!
però ora basta nostalgia! modernitá modernitá, rinnovamento, viene la primavera!!!
saluts de barcelona!
cazzo qua piove ed io sto per postare la cosa che più si allontana dall'allegria primaverile!
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