25.3.07

Angst Essen Seele Auf

Ali - Non Piangere. Prego. Perché piangi?
Emmi - Perché… perché sono tanto felice, ed ho tanta paura.
Ali - Non paura. Paura non buono. Paura mangiare anima.
Emmi – “La paura mangia l’anima”… è bello. Si dice così da voi?
Ali - Sì… tutti arabi parlano questo.

La paura mangia l’anima è un film di Rainer Werner Fassbinder del 1974. E' la storia di un amore doppiamente improbabile. Lei: Emmi (Brigitte Mira), vedova sesantenne e donna delle pulizie, assiste senza più troppe pretese al placido scorrere di una vita normale, prima di incontrare lui: Ali (El Hedi Ben Salem), immigrato marocchino di quasi trent’anni più giovane e meccanico alle prese con le più canoniche difficoltà di integrazione razziale. Un amore che si scontra in maniera violenta con i pregiudizi della gente, raccontato dal grande regista tedesco tramite questo film straordinario per semplicità ed intensità delle emozioni in gioco. Un amore che, descritto in maniera assolutamente realista ed essenziale, emerge in tutta la sua autentica e sconcertante dolcezza, in contrapposizione al micidiale giudizio pubblico che tenta in maniera crescente di soffocarlo. Al solito, un Fassbinder che va oltre la pellicola portando in scena i tratti del suo carattere impervio, assolutamente volubile ed esasperante; carattere che mai ha mancato di prender parte in maniera rilevante nei suoi film. Le sue relazioni omosessuali hanno rivestito in questo senso un ruolo importante: El Hedi Ben Salem, alto e bello come una scultura d’ebano, prima assistente di produzione poi promosso a protagonista di questo film, è stato uno dei suoi tanti amanti. Fassbinder (uno che la sera del suo matrimonio con l'attrice Ingrid Caven finì a letto con un amico) prediligeva relazioni con partners di estrazione sociale e culturale inferiore alla sua, compiacendosi poi di umiliarli pubblicamente. Questo fu il probabile motivo per il quale alcune delle sue relazioni ebbero un tragico epilogo: El Hedi Ben Salem, in un attacco di gelosa follia per le continue infedeltà subite, entrò in un bar e accoltellò tre persone che erano in compagnia del regista. Tentò di fuggire in Marocco ma fu incarcerato a Nimes dove poco dopo, usando le lenzuola come cappio, concluse definitivamente la sua fuga. Era il 1982. Nello stesso anno Fassbinder, appresa la notizia del suicidio, dedicò a Salem il suo ultimo e più discusso capolavoro (Querelle) poco prima di andarsene per overdose a soli 37 anni.

“Io mostro alla gente il modo in cui le cose peggiorano, il mio scopo è di avvertirli che così andranno le cose se non cambiano la loro esistenza… se i film hanno una conclusione terribile, una fine che non può essere tollerata, si deve cercare un'alternativa. La morte è emancipazione nel senso che il protagonista, il quale rappresenta il pubblico, comprende che un'utopia è necessaria. Che ne ha bisogno.”


11 commenti:

chris ha detto...

cool

valentina ha detto...

Grande Diego! Dopo l’overdose di musica un bellissimo post cinematografico.

“film straordinario per semplicità ed intensità delle emozioni in gioco”… sembra davvero interessante, da vedere. Provvederò!

mr.crown ha detto...

un frocio tossico e psicopatico. gustoso

Kekko ha detto...

Eh, l'omosessualità aggiunge sempre quel che in più ad un artista... :)

pressapoco ha detto...

continua a cercare fra l'immondizia umana... troverai, ne sono certo!

Maud ha detto...

Già solo il titolo è uno spettacolo. E poi il mio primo esercizio teatrale è stato un testo di fassbinder, e scandalosamente non ho mai visto un suo film...

diego ha detto...

io avevo due gattini e li avevo chiamati Rainer e Werner. Sono spariti in circostanze misteriose.

borguez ha detto...

mi sovviene ora che qualcuno possiede un dvd di un vecchio film di Fritz Lang, La signora del ritratto.
in fondo a quel dvd, se non ricordo male, c'è registrato un documentario televisivo (certamente notturno) su Fassbinder...

Adele ha detto...

è un piacere leggere questo post...ti ricordi? quando ti ho scritto la prima volta su myspace colpita dal fatto che amassi Fassbinder ti avevo detto quanto mi fosse piaciuto questo suo film :)

ieri sera ero anch'io all'officina ma non ci siamo incrociati...dopo il concerto le mie amiche mi hanno trascinato via, non male i Feverdream, li avevo visti qualche anno fa e il concerto di ieri è stato decisamente migliore, gran energia.

Poi dato che qui si è citato Fritz Lang vorrei dire a chi è interessato che martedì 17 aprile verrà proiettato al cinemacity (sala12) il suo capolavoro Metropolis in una copia restaurata con ben 35 minuti in più rispetto alla versione distribuita in dvd...non so come quelli del Circolo Sogni siano riusciti ad ottenere tale copia...proiezione unica da non perdere!!!

diego ha detto...

adele, questo è il tipo di commento che tutti i blogger sognano che venga fatto nel proprio blog. Applausi scroscianti!

Adele ha detto...

allora...inchino! ;)