Strade parallele, Geoffrey Farina e i suoi Karate. Band che dal ’95 ha semi-monopolizzato i miei ascolti, tracciando un esemplare filo conduttore tra l’emo-core e l’indie-rock (terminologia dal sapore ben diverso in quegli anni). Strade parallele, dicevo, che attraversano la stessa metamorfosi artistica verso sonorità sempre più riflessive e diluite, verso una forma-canzone meno definita ma sicuramente più intima. E’ in questo senso che pure questo album si discosta leggermente dalla prima uscita da solista (Usonian dream sequence), alla stessa maniera che separa Unsolved dei Karate dai precedenti. Non un fatto casuale, lo stesso Geoff lo ha fatto notare, poiché la gestazione dei due album è avvenuta parallelamente e le canzoni finite in questo sono quelle che per ‘volume’, densità ed interpretazione non necessitano di una band, ma solo di una voce ed una chitarra, al massimo due. Detto ciò, il talento di Geoff Farina non smetterà mai di affascinarmi. Si potrebbe peccare in superficialità nell'ascolto sostenendo che gli ultimi lavori hanno perso in carisma ed originalità, come qualcuno mi ha fatto notare. Lasciando da parte la mia mancata imparzialità sul personaggio, continuo fermamente a pensare che la maturazione artistica di Farina sia avvenuta in una direzione che molti non condividono, ma in maniera del tutto naturale. L'importante è anteporre a questi presunti patemi d’animo l’ascolto aperto ed incondizionato di questo Reverse Eclipse dalle geometrie vellutate di colori tenui ma intensi, di sonorità leggere che non pagano dazio a frivolezze. Il Piccolo Mondo Farina si schiude alle prime note, senza introduzioni o fronzoli di sorta, voce e melodia immersi in un’intimità profonda e timorosa nell’essere violata, un filo sottile che s’intreccia come gli appassionati assoli blues figli di un talento puro e sempre meno contaminato. L’interpretazione vocale, al solito inconfondibile, bilancia le diverse tonalità e si sposa con testi che formano un mosaico, spesso indefinito, di sensazioni, visioni, situazioni dettate da un romanticismo alienato e distorto del quale Geoff diviene voce e anima. L’album intero scorre via veleggiando attraverso una sensazione di quiete artefatta disturbata, suo beneficio, dal sapore deliziosamente malinconico di brani come fire o the rights, strascichi ‘usoniani’ dal precedente album. Senza clamori si alternano episodi posati e riflessivi ad altri dove la fedele Gibson del Nostro diviene incandescente e magnetica, regalandoci ricami squisitamente jazzy in gravity e olive and otherwise passando per le armoniche dissonanze di Dianne eraser. Intanto l’atmosfera volge al tramonto, la timida melodia di Fixable si diffonde nell’aria più che mai rarefatta prima di dissolversi lasciandoci, insieme al silenzio, un sapore d’incompiuto… una porta rimasta aperta dalla quale si può scorgere un seguito altrettanto interessante. Futuro d'un talento sconosciuto ai più, che tale rimarrà senza che nessuno se n’abbia a male, tantomeno lui… personaggio schivo, tremendamente autentico.
diego
Poi viene la storia, triste se volete, dei giorni nostri: i problemi di udito, i messaggi introversi targati telecaster di blobscape, lo scioglimento dei karate nel luglio 2005. E poi ancora varie collaborazioni, un'altro ep ed il resto che verrà. Se e quando verrà. Ai posteri una discografia, essenziale, che giace beata sul mio scaffale...
GEOFF FARINA
Usonian dream sequence (1998, Southern)
Reverse eclipse (2001, Southern)
Blobscape (2002, Kimchee)
Already told you EP (2005, Southern)
KARATE
Cherry Coke split 7” w/ the Crownhate Ruin (1995, Art Monk Costruction)
Karate (1996, Southern)
In place of real insight (1997, Southern)
The bed is in the ocean (1998, Southern)
Unsolved (2000, Southern)
Cancel/Sing EP (2002, Southern)
Some Boots (2002, Southern)
Pockets (2004, Southern)


4 commenti:
KARATE=O.K
che bello non dover più chiedere consigli musicali al vecchio di BergamoMusica con gli occhiali a fondo di bottiglia e avere tutto alla portata di Click
Grazie D. Grazie
Ann
grande diegarmande
il geoff è troppo ciusto
a volte mi sembra il santana dell'emocore.
e i secret stars? non li metti?
ciao pele
già, i secret stars... pellecchia m'hai sgamato. In reatà ho deciso di ometterli in quanto strada non del tutto parallela... come tutte le odierne collaborazioni del Geoff con Luther Gray, Dan Littleton, Ardecore (ZU e soci che cantano popolare romano).
...lo ascoltavo ieri!...è proprio un simpatico ometto che ricorda tanto mio zio...lo stimo molto!...e devo dire che menzionando il disco "New salt" hai colpito nel segno!...ci risentiamo presto.
Lollo.
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